L’Europa è un deserto senza scena, la parola è quella di una lingua ufficiale che non parla nessuno.
Rimangono le minoranze, le sottoculture, le comunità con i loro messaggi interrotti dai rumori gracchianti e assordanti dei televisori, dalle immagini di un mondo che non concede ascolto, nemmeno alle voci che gridano più forte. Bandiere bruciate, bestemmie urlate, una fatica che trova sfogo solo nel non essere più niente.
La tana è il mondo, il mondo una tana, per una generazione povera e avara, di denari e di passioni, costretta distesa sui materassi ad aspettare che il tempo scorra. L’unica alternativa è l’esposizione, correre il rischio di impegnarsi, raccontare se stessi.

Trilogia Werner Schwab

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