Il Collettivo SCHLAB nasce dall'incontro fra artisti diversi, danzatori, attori e autori durante le tappe del laboratorio SCHLAB di Dante Antonelli. Attraverso una serie di tappe laboratoriali, di residenze, il gruppo si è trovato nella condizione di creare diverse performance per la scena, rappresentate in spazi teatrali e non convenzionali tra qui la Locanda Atlantide, gli spazi del Duncan 3.0 e alla Festa di Teatro Ecologico di Stromboli durante la quale è stata rappresentata una performance a tappe itineranti per l'isola.

Da un'idea di Dante Antonelli, con Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa, Arianna Pozzoli nasce la riscrittura per la scena di Presidentesse di Werner Schwab, vista attraverso gli occhi delle tre giovani attrici in FAK FEK FIK. Grazie al sostegno di Carrozzerie n.o.t. il gruppo di lavoro vive un dialogo con nuovi artisti durante la tappa di odiolestate 2015. Da lì nascono i successivi lavori del gruppo con la direzione di Dante Antonelli, tra cui SSKK con Gabriele Falsetta e KOVA KOVA con Arianna Pozzoli e Valeria Belardelli. Nel 2017 è stato portato a termine l'ultima performance della Trilogia Schwab, DUET con Valentina Beotti e Enrico Roccaforte.

Il Collettivo SCHLAB si avvale inoltre della collaborazione strutturale alla drammaturgia musicale di Samovar e di Francesco Tasselli per le luci, il montaggio e i video.

FAK FEK FIK

Vincitore Roma Fringe Festival 2015 (Miglior Spettacolo, Miglior Drammaturgia, Migliori Attrici ex-aequo)
Selezionato Festival Trasparenze 2016
Selezionato Rassegna Apache 2016

Con Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa, Arianna Pozzoli

Tre giovani attrici affrontano il paesaggio dei riferimenti della produzione del drammaturgo austriaco con l'obiettivo di realizzare una scrittura originale, che inizia dove lo spettacolo Le Presidentesse finisce, portando sulla scena quello che Schwab stesso non ha mai scritto.

Lo ha consegnato come una visione ai posteri, alle future generazioni di giovani dissidenti: una cucina vuota, uno schermo che diventa sempre più grande, desideri d'amore sempre più contorti e incerti, emarginazioni sempre più silenziose, periferie di un mondo globalizzato al centro di un’indagine acuta e ironica, appassionata ma spietata.

FAK FEK FIK è il racconto forsennato di tre giovani donne: sul palcoscenico, tre donne giovani e belle interpretano Le Presidentesse con esasperata, cinica e urlata cattiveria. Così Werner Schwab chiude il suo testo.  Le tre pensionate, intrappolate in una cucina, sono ora libere di accomodarsi, come anonime spettatrici, in una fila di platea e le tre giovani le sostituiscono ricominciando il lavoro da capo ma con lo spirito della loro età, con la follia urlata della loro giovinezza emarginata, arrabbiata.

DUET

Vincitore bando odiolestate 2015, Carrozzerie n.o.t.
Selezionato Festival Trasparenze 2017

Quanti siamo davvero
quando siamo noi due?

Con Valentina Beotti, Enrico Roccaforte

Due attori, uomo e donna, attraversano il percorso alcolico delirante delle quattro coppie che strutturano il lavoro originale di Werner Schwab in Sovrappeso, Insignificante: Informe - una cena europea per realizzare una riscrittura radicale del dramma in funzione di una performance sulla molteplicità degli stati dell'essere in una coppia.

Una coppia per tutte le coppie, Valentina Beotti e Enrico Roccaforte riscrivono in scena una storia che dura da secoli e affonda nella storia, sviluppando una drammaturgia basata sul cannibalismo che Schwab descrive nella sua opera come perifrasi definitiva: sentimenti, desideri e speranze affondano disperati nel fondo di una bottiglia sempre piena sul tavolino di un bar nella provincia più sperduta della volgarità nazionalista.

In DUET l'urgenza che parte da Sovrappeso, Insignificante: Informe - una cena europea - e arriva a una performance per due attori, nasce dalla difficoltà delle nostre generazioni di accedere a unioni davvero profonde con un'altra persona, in un contesto sociale in cui si grida la pretesa del matrimonio ma si fugge ripetutamente dalla complessità dell'essere due.

SSKK + KOVA KOVA

Kova Kova selezionato Dominio Pubblico 2016
Selezionato Festival Teatro Azione 2017

Con Gabriele Falsetta, Valeria Belardelli, Arianna Pozzoli

- Dedicato a me stesso, l'autore, il macroscopico bugiardo - scrive Werner Schwab all'inizio della drammaturgia Sterminio.

Gabriele Falsetta è il protagonista delle due scene frutto di una riscrittura che pone al centro della scena proprio lui: l'autore, che si trasforma per lo spettacolo in un giovane pittore e in un'anziana vedova sterminatrice.

Vittima e carnefice, maschile e femminile, creazione e distruzione: Santo Subito riflette sulla condizione dell'estrema solitudine, sull'emarginazione dell'arte e del pensiero dalla società, riscrivendo una storia fortemente autobiografica e autocelebrativa. Kova Kova è la riscrittura del secondo atto dell'opera di Schwab dal punto di vista delle due sorelle, figlie di una famiglia piccolo borghese di oggi.

Valeria Belardelli e Arianna Pozzoli sono protagoniste di un lavoro che esplode nel dialogo tra le due figlie, fitto ed elettrico come uno sfogo, articolandosi in un gioco segreto tra sorelle che amplifica e deforma la contraddizione implicita del modello familiare.