Malatesta, ass.cult presenta
con il Patrocinio di
Forum Austriaco di Cultura in Italia
con il sostegno di Carrozzerie n.o.t

SSKK
Santo Subito + Kova Kova

Uno spettacolo di
Dante Antonelli / collettivo SCHLAB

Kova Kova selezionato Dominio Pubblico 2016
Selezionato Festival Teatro Azione 2017

direzione. Dante Antonelli con. Valeria Belardelli, Gabriele Falsetta, Arianna Pozzoli drammaturgia. Collettivo SCHLAB ambiente sonoro. Samuele Cestola ambiente scenico. Francesco Tasselli costumi. Caludia Palomba coordinamento. Annamaria Pompili ufficio stampa. Marta Scandorza illustrazione. Serena Schinaia foto. Ugo Salerno, Giorgio Termini

SSKK - Santo Subito + Kova Kova - WERNER SCHWAB è una riscrittura radicale di "Sterminio", ultimo dei "Drammi Fecali" del drammaturgo e poeta austriaco, morto suicida nel 1994. SSKK è composto da tre quadri: il giovane artista, le due gemelle, la vecchia delirante tragedia interpretati rispettivamente da Gabriele Falsetta nel duplice ruolo dell'artista e della tragedia e da Valeria Belardelli e Arianna Pozzoli per le due gemelle. Secondo lavoro realizzato per il progetto Trilogia Schwab, SSKK ha già debuttato nel 2016 a Carrozzerie n.o.t (Santo Subito) e al Teatro India nella rassegna "Dominio Pubblico" (Kova Kova).

Dedicato a me stesso, l'autore, il macroscopico bugiardo - scrive Werner Schwab all'inizio della drammaturgia "Sterminio". Gabriele Falsetta è il protagonista delle due scene frutto di una riscrittura che pone al centro della scena proprio lui: l'autore, che si trasforma per lo spettacolo in un giovane pittore e in un'anziana vedova sterminatrice.

Vittima e carnefice, maschile e femminile, creazione e distruzione: Santo Subito riflette sulla condizione dell'estrema solitudine, sull'emarginazione dell'arte e del pensiero dalla società, riscrivendo una storia fortemente autobiografica e autocelebrativa. Kova Kova è la riscrittura del secondo atto dell'opera di Schwab dal punto di vista delle due sorelle, figlie di una famiglia piccolo borghese di oggi.

Valeria Belardelli e Arianna Pozzoli sono invece protagonisti di un lavoro che esplode nel dialogo tra le due figlie, fitto ed elettrico come uno sfogo, articolandosi in un gioco segreto tra sorelle che amplifica e deforma la contraddizione implicita del modello familiare.